SIAE: Il danno che non vedi

Credi di sapere come funziona la SIAE? Ripensaci. C’è un meccanismo fondamentale, la “doppia licenza pro-quota”, che la stessa SIAE non spiega in modo chiaro e trasparente. E questa non è solo una svista: è un’ambiguità che produce un danno economico enorme e costante a tutta l’industria musicale.

Doppia Licenza Pro-Quota

Il pro quota SIAE è previsto per legge ma spesso ignorato. Scopri come funziona e perché la sua mancata applicazione crea un danno invisibile. Nel panorama italiano delle licenze musicali, la SIAE rappresenta da decenni il punto di riferimento.

Dal 2019, con l’ingresso di Soundreef come alternativa, il sistema si è evoluto, aprendo a una gestione più libera dei diritti.
Ma c’è un aspetto rimasto nell’ombra: il pro quota, un meccanismo legale che dovrebbe garantire equità nei pagamenti, ma che raramente viene applicato. Ed è proprio qui che nasce “il danno che non vedi”.

Cos’è il pro quota SIAE

Il pro quota si applica quando, durante un evento, vengono eseguiti brani appartenenti a più organismi di gestione collettiva (OGC). In questo caso, la licenza non viene fatturata interamente da SIAE, ma solo in proporzione ai brani del proprio repertorio.

Un sistema semplice sulla carta, che evita distorsioni e garantisce la corretta ripartizione dei compensi.

Come dovrebbe funzionare la procedura

La normativa del 2019 stabilisce un percorso chiaro:

  1. Prima dell’evento: L’organizzatore deve presentare la licenza rilasciata da Soundreef (o altra collecting) a SIAE almeno due giorni lavorativi prima, anche via email.
  2. Durante l’evento: Nel borderò digitale vanno indicati tutti i brani eseguiti, senza preoccuparsi di quale collecting li gestisca.
  3. Dopo l’evento: Il borderò deve essere caricato sulla piattaforma Mio Borderò. Lo stesso documento va inviato anche a Soundreef.
  4. Calcolo e pagamento: Le due collecting calcolano la quota spettante. L’organizzatore riceve due fatture, ma il totale corrisponde a quello di un’unica licenza.

Perché il pro quota non viene applicato

Nonostante sia previsto per legge, il pro quota è raramente utilizzato. Le ragioni principali sono due:

In assenza di accordi di rappresentanza, i compensi incassati da SIAE per repertori non suoi vengono trattenuti e redistribuiti internamente. Questo genera il cosiddetto “danno invisibile” per autori ed editori che hanno scelto altre collecting.

Dove non si applica il pro quota

Il meccanismo non vale in tutte le situazioni. Non è previsto, ad esempio, in eventi a invito come:

In questi casi resta valida la licenza tradizionale.

Dove si vede il pro quota in azione

Sul sito di Soundreef è già visibile la dicitura “Prezzo Pro Quota” accanto a molte licenze. Questo permette di scaricare un PDF da presentare a SIAE due giorni prima dell’evento, rispettando così la normativa senza rischi di sanzioni.

Conclusione

Il pro quota rappresenta uno strumento di equità e trasparenza, pensato per distribuire correttamente i compensi agli autori. Tuttavia, la sua mancata applicazione altera gli equilibri del settore, con benefici per SIAE e danni silenziosi per altri operatori.

È questo il vero “danno che non vedi”: un meccanismo esistente e regolamentato che, se ignorato, priva molti autori della giusta remunerazione e perpetua un sistema sbilanciato nel panorama musicale italiano.

Di Matteo Perrone


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