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Spennalys: la playlist perfetta per spennarti

C’è un modo per far salire gli streaming senza incappare nelle playlist di fasulli venditori di streams? È possibile scoprire e sfruttare la formula dell’algoritmo di Spotify?

COSA SI DICE IN GIRO

Ormai è ampiamente risaputo che la maggior parte della musica in streaming viene ascoltata su Spotify. Il popolare servizio di musica digitale scandinavo permette agli utenti di ascoltare brani in streaming, creare e condividere playlist, scoprire nuova musica tramite i suggerimenti dell’algoritmo e altro ancora. Forte di questo successo ogni musicista che pubblica musica su Spotify cerca modi e strategie per far aumentare i propri ascolti.

E come scrivi due, tre frasi chiave sul primo motore di ricerca disponibile, cosi cominciamo a spuntare articoli dei più disparati hackeroni e venditori di streaming. Cosi tra spiegazione pseudo informatica e un’innovativa tecnica di truffa-marketing scrivono che con soli pochi euro possono far salire il numero di ascoltatori e streams organici sul nostro profilo musicale.

QUALI SONO I FATTI

Purtroppo la verità è che la stragrande maggioranza di questi servizi sono delle vere e proprie truffe. Questi servizi infatti non fanno altro che utilizzare dei bot automatici che a ripetizione ascoltano il vostro brano (o più brani) collocato in apposite playlist. In questo modo generano sì un aumento degli streaming, ma tutto questo volume è vera e propria spazzatura. Wow, parole forti!

Eh sì, infatti non solo questo tipo di pratica viola le condizioni d’uso della piattaforma di streaming, ma possono creare anche dei seri danni al profilo artista. Spotify conoscendo bene come funzionano determinati servizi e avendo una task force dedicata ad evitare streaming illecito, non solo non paga un centesimo di quello streaming ma potrebbe anche cancellare sia i brani interessati dalla pratica illecita ma anche (nei casi gravi e persistenti) il profilo artista.

Risultato? Perso soldi, tempo, reputazione, brani, profilo, ecc… e dopo ai voglia a dire: “Eh ma mio cuggino cantante lo ha fatto ma non gli è successo niente…”

L’ALGORITMO

Quindi come funziona esattamente l’algoritmo? Sapere questa risposta e come rivelare la formula della Coca Cola. Il servizio funziona con algoritmi complessi che ordina i brani in base a diversi fattori: artista, durata del brano, periodo dell’anno, genere, la tua attività sulla piattaforma, genere musicale e altro ancora. In base a questi parametri, vengono generate delle playlist. Cerchiamo di capirne di più.

LE PLAYLIST DI SPOTIFY

Riportiamo di seguito alcune playlist che possono generarsi tramite diversi algoritmi nella pagina personale di chi utilizza Spotify.

Discover Weekly. È una playlist personalizzata che sulla base di alcuni parametri contiene circa una 30 di brani nuovi e sconosciuti per l’utente. Se il tuo brano finisce in una di queste playlist ti permetterà di raggiungere nuovi fan.

Release Radar. E’ una playlist aggiornata ogni settimana con nuovi brani che Spotify ritiene interessanti. L’algoritmo di Spotify analizza le attività degli utenti (ascolto, condivisione, salvataggio in offline) per suggerire brani sempre nuovi e interessanti.

Daily Mix. Con questa playlist Spotify offre un mix di nuove scoperte e chicche per i veri fan. Il Daily Mix ti permette di avere una selezione di canzoni nuove e vecchie, tutte da ascoltare in modalità casual.

LE PLAYLIST DEGLI UTENTI

Questo tipo di playlist sono create da utenti Spotify che inseriscono al suo interno una serie di brani, generalmente divisi per tematica (classica, jazz, latino, lounge, ecc…), e attraverso un ottimo lavoro di marketing vengono condivise e promosse con altri utenti. È vero, spesso sono proprio queste playlist ad essere coinvolte nelle attività di streaming fasullo, ma come in ogni cosa, non bisogna generalizzare limitando la nostra visione in bianco e nero.

Togliendo le mele marce, molti curatori di queste playlist fanno un eccellente lavoro di selezione e condivisione. Ci sono dei servizi promozionali davvero seri che aiutano l’artista a mettersi in contatto con i vari curatori. Questi ultimi, possono prendere in considerazione la possibilità di inserire il vostro brano all’interno della playlist per un determinato numero di giorni. Tutto viene gestito in modo professionale e questi ascolti sono fatti da persone reali e non bot automatici. Sapendo dove attingere e quali servizi utilizzare, questo tipo di playlist è una ottima risorsa per far conoscere e diffondere la propria musica.

COSA FARE

A questo punto cosa si può fare? Come spiegato in alcuni nostri articoli (questo e questo), bisogna investire in promozione in modo intelligente. Cura i tuoi profili social facendo riferimento ai digital store e in questo caso specifico a Spotify. La piattaforma mette a disposizione alcuni strumenti interessanti per condividere la tua musica.

Se hai la possibilità, affidati a dei professionisti che possano valorizzare il tuo profilo artista oppure cerca partner con dei servizi affidabili per diffondere la tua musica. A volte si tratta solo di saper aspettare. Soluzioni che promettono tutto e subito sono quelle che spesso alla fine si rivelano le più fallimentari.

CONCLUSIONI

  • Diffida dalle promesse di ascolti facili a pochi euro
  • Investi il tuo budget promozionale con intelligenza
  • Crea contenuti per ampliare la tua fanpage